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Mi presento mi chiamo Francesca e sono uno dei soci fondatori del comitato PROGETTO CHERNOBYL CONCORDIA SAN POSSIDONIO e vorrei raccontarvi l'esperienza mia, della mia famiglia, e di come abbiamo iniziato questa splendida avventura.

Prima vorrei ricordarvi cosa successe a CHERNOBYL, in Ucraina nel 1986, il 26 aprile, scoppiò uno dei reattori della centrale nucleare.

Ora veniamo alla nostra avventura nel maggio del 97 mia figlia tornò da scuola con un volantino dell’assistente sociale dove informava che chi voleva ospitare bimbi provenienti dalle zone contaminate dall’esplosione della centrale, poteva partecipare alla riunione che si sarebbe tenuta la settimana seguente.
Letto il volantino a cena con presenti mio marito e tutti e tre i miei figli decidemmo di partecipare ... tra l’altro gia facendo programmi di portare il bimbo o la bimba al mare con noi.

La serata della riunione il discorso non era così semplice, almeno così ci è parso ma la voglia di fare era grande che sotto indicazione di chi gia aveva avuto questa esperienza, decidemmo di fondare un comitato e di appoggiarci a Legambiente Solidarietà.

Comincia l’avventura, serve un direttivo ... chi si offre di fare segretario, chi vice presidente, chi tesoriere, chi consigliere, ma manca il presidente e se manca questa figura che ha responsabilità civile e penale di fronte al comitato tutela minori e al governo Bielorusso, l’ospitalità non è fattibile e al mio solito, che sono molto istintiva, mi offro di fare il presidente.

Ricordo l’iter burocratico, contattare le famiglie, andare dai sindaci dei 2 comuni (che avrebbero dovuto fare un documento dove dicevano che le famiglie erano idonee), passare in questura (non c’ero mai stata) per portare i nominativi delle famiglie per gli accertamenti di idoneità e in seguito ritornarci per ricevere le informazioni sulle famiglie che erano idonee per ospitare i bambini.
Ecco che arriva la conferma dalla questura ... tutte le famiglie sono idonee.
Mando tutti i documenti a Legambiente che a sua volta li manda al governo bielorusso.

Arriva la data prevista per l’arrivo dei bimbi, dal 31 agosto fino al 30 settembre e mancavano solo tre settimane.

Finalmente il 31 agosto con altri comitati ci troviamo all'aeroporto di Linate alle ore 4,45 del mattino.
L’aereo atterra ci chiamano al chec-in, vedo tanti visini spauriti stanchi (dalle ore di viaggio) ma tutti con un sorriso. Il rappresentate regionale di Legambiente mi informa che dei 10 bambini ne manca uno, non vi so descrivere di come mi sentivo, ho iniziato a piangere e ho telefonato a mio marito che giustamente si è spaventato pensando ad un incidente, poi spiegatogli cosa era successo mi tranquillizzò.

Bisognava avvisare la famiglia ospitante e preso il coraggio a due mani lo feci, altro pianto.
Finalmente dopo il viaggio da Linate arrivammo a destinazione e consegnammo i piccoli alle famiglie ospitanti con l’appuntamento per il mattino dopo al centro giochi con i volontari. I bimbi durante il giorno stanno tutti insieme ma per il pranzo, la cena e il pernottamento sono nelle famiglie ospitanti.

Sono state giornate bellissime trascorse con loro, i miei 2 figli grandi si presero una settimana di ferie x stare con tutti loro e la mia piccola, fino a che non iniziò la scuola, era sempre al campo giochi con i bimbi, io manco a dirlo ero la prima ad arrivare e l’ultima ad andarmene.

Purtroppo tutte le cose belle hanno una fine, per quel anno almeno, così giunse il fatidico 30 settembre, ricordo che pioveva al pomeriggio verso le 14,30 e ci trovammo tutti al centro giochi per la partenza, caricati i bagagli le famiglie salutarono i bambini. Non c’era un viso asciutto, tristi ma allo stesso tempo felici di aver dato una vacanza di salute a questi 9 bambini che tornavano alle loro famiglie d’origine con tante cose da raccontare e tanti doni in valigia.
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