San Lazzaro di Savena da realtà contadina a suburbio urbano

la trasformazione da realtà contadina a realtà urbana nel dopo guerra 1939-45San Lazzaro di Savena da realtà contadina a suburbio urbano
Data:          Giovedì 16 Aprile  2015
Orario:      ore 21:00
Luogo:       Centro Sociale Culturale Ricreativo “Annalena Tonelli”
Città:          San Lazzaro di Savena (BO)
Indirizzo:  Via Galletta 42
Organizzatore:  Centro Sociale Culturale Ricreativo “Annalena Tonelli” a cura di Giovanni Bettazzi.
Proposto da:        Alessandra Giovannini

STORIA LOCALE – “RADICALI TRASFORMAZIONI NELLA VITA QUOTIDIANA DAL DOPOGUERRA AD OGGI – San Lazzaro di Savena da realtà contadina a suburbio urbano”.

La Locandina dell’evento

Locandina del Centro "Annalena Tonelli" - da realtà contadina a suburbio urbano

 

Link al Centro Sociale Culturale Ricreativo “Annalena Tonelli”

Alcune informazioni generali:

Abitato fin dall’antichità, nel territorio del Comune sono stati rinvenuti numerosi ritrovamenti risalenti al Paleolitico (strumenti in pietra) all’età del bronzo e, insieme alla vicina Villanova di Castenaso, è stato testimone della fiorente civiltà villanoviana (in parte sui terreni di San Lazzaro).

Tra il XII ed il XIII secolo fu eretto un lazzaretto (a cui il comune deve l’altra parte del nome), che era dislocato, come usanza del tempo, fuori dalla città (Bologna) in maniera da isolare gli ammalati e limitare la propagazione delle infezioni[8].

Verso il 1700 l’abitato si sviluppò attorno alla chiesa e all’ospedale, divenendo un paese autonomo in epoca napoleonica (1810). Successivamente tornò parte del comune di Bologna ma riottenne l’autonomia a partire dal 1827 grazie all’aiuto di Carlo Berti Pichat.

Dopo l’espansione edilizia degli anni settanta, iniziata negli anni cinquanta e proseguita negli anni novanta del XX secolo fino ai giorni nostri si è vista la trasformazione da realtà contadina a suburbio urbano. San Lazzaro di Savena risulta essere uno dei comuni più popolosi della provincia di Bologna (il quarto per popolazione residente: conta oltre 30.000 abitanti). Questo progetto di espansione fu voluto nel secondo dopoguerra ed è ancora visibile, per esempio, grazie al preciso impianto urbanistico della zona denominata Ponticella, che fu riqualificata dalla famiglia Brizzi-Nuccorini. Il complesso residenziale che è possibile osservare ancora oggi sorse prevalentemente sui campi di proprietà di questa famiglia, la quale suddivise nel tempo i terreni circostanti la storica villa (tuttora esistente) accanto al Savena, dando origine alle strade e ai nuovi isolati. Le vie sono rimaste invariate e seguono ancora la disposizione geometrica scelta all’epoca.

San Lazzaro è inoltre sede di numerose industrie, dislocate in buona parte nella frazione “La Cicogna”, in un insediamento artigianale-industriale nato negli anni settanta del XX secolo. A tutt’oggi è in corso un costante processo di urbanizzazione.

Oltre agli agglomerati urbani nei dintorni della via Emilia (San Lazzaro, La Cicogna, Idice, La Campana), ne esistono alcuni lungo la valle del fiume Idice (Castel de’ Britti), del fiume Savena (Trappolone e Ponticella) e lungo la valle del torrente Zena (Farneto).